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Cecima
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mwhgCécima (mwhwSésma in mwiadialetto oltrepadano) è un mwiqcomune italiano di mwig255 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjwprovincia di Pavia in mwkaLombardia. Si trova nella valle mwkqStaffora, nell'alta collina dell'mwkgOltrepò Pavese, su un poggio alla sinistra del torrente.

Contents

Storia
Simboli
Note

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Storia

Cécima fu donato dai re mwlgUgo e mwlwLotario al vescovo di mwmaPavia nel mwmq943. Nel mwmg1164 l'imperatore mwmwFederico I inserì Cecima tra le località poste sotto la dominazione di Pavia (risultando isolata tra le terre dei marchesi mwnaMalaspina), ma non cessò la signoria feudale del vescovo, che anzi continuò ininterrotta fino all'abolizione del feudalesimo nel mwnq1797.

Nel mwnw1419 il vescovo Pietro Grassi emanò gli Statuti del comune di Cecima (mwoaStatutum comunis Zecimae), che furono il modello cui si ispirarono per i loro statuti molti comuni circostanti. Nel mwoq1544 il feudo di Cecima, che si estendeva per circa 10,12mwog km² e comprendeva anche il comune di San Ponzo (mwowPonte Nizza), fu mwpasubinfeudato agli mwpqSforza di Santa Fiora, feudatari di mwpgVarzi. Questo feudo costituiva una delle mwpwgiurisdizioni separate, cioè dei grandi feudi della collina e montagna dell'Oltrepò dotati di ampia autonomia giuridica e fiscale. L’infeudazione fu confermata, essendo il feudo già ufficialmente riconosciuto come enclave indipendente tra le terre malaspiniane dall’imperatore Carlo V nel 1530, anche per il figlio Sforza Sforza che, poi succeduto al padre Bosio Sforza (-1575), era stato creato conte (1539) dal nonno materno, divenuto Papa Paolo III, aggiungendo il nuovo titolo a quello di conte di Santa Fiora. Nominato governatore dell’esercito papale di Parma, Sforza ricevette vari feudi nel Pavese come la signoria di Varzi e nel 1544 quella di Cecima e San Ponzo, nonostante le rivendicazioni dei vescovi di Pavia che ne rimasero comunque feudatari titolari fino al 1797. Mario II, privo di discendenza, lasciò erede il nipote Francesco (-1707) che nel 1685 giurò fedeltà al re di Spagna quale signore del ducato di Milano, da cui la signoria dipendeva nuovamente insieme ai feudi di Varzi, Cella, Mendonico. Nel 1712 Federico succedette al fratello Francesco, privo di eredi diretti, acquisendo tutte le sue proprietà e titoli (ducato di Segni, marchesato di Varzi, Cella, signorie di Menconico, Cecima, San Ponzo, contea di San Fiora) e fu elevato a principe di Genzano. Il figlio Gaetano (-1727) ereditò dalla madre, Livia Cesarini, le sue proprietà, acquisendone il cognome Sforza-Cesarini. Pur se inserito nella provincia sabauda di Voghera (1743), il feudo rimase sostanzialmente autonomo con il principe Filippo (1744-64) che, privo di discendenza e rimasto vedovo, si ritirò nella sua contea di Santa Fiora in Maremma e alla sua morte lasciò feudi e titoli al fratello minore Gaetano II Sforza Cesarini (-1776), che dovette lasciare la carriera ecclesiastica per sposarsi; suo figlio Francesco II, ne fu successore fino al 1797, e protettore del giovane musicista Rossini. Unito con il Bobbiese al mwqaRegno di Sardegna nel mwqq1743, in base al mwqgTrattato di Worms, entrò a far parte poi della mwqwProvincia di Bobbio. Nel mwra1801 il territorio fu annesso alla Francia napoleonica fino al mwrq1814. Nel mwrg1818 passò alla mwrwprovincia di Voghera e nel mwsa1859 alla mwsqprovincia di Pavia.

Nel mwsw1928 costituì con Pizzocorno, Trebbiano Nizza e San Ponzo Semola il nuovo comune di mwtaPonte Nizza, ma nel mwtq1956 ottenne nuovamente l'autonomia.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 17 giugno 2009.cite-ref-4[4]

«

Semitroncato partito

: il primo, di verde, alla

campana

d'oro, legata di rosso; il secondo, d'oro, alle due pianticelle di

orchidea maculata

, sradicate, una accanto all'altra, al naturale; il terzo, di azzurro, al leone d'oro, allumato e linguato di rosso, afferrante con le zampe anteriori il

libro

all'antica, con due bandelle, posto in palo, di rosso. Ornamenti esteriori da Comune.»

La campana simboleggia la comunità nella sua storia di unità nei valori cristiani; l'orchidea maculata, specie tipica del territorio, testimonia le peculiarità ambientali e paesaggistiche locali; il leone con il libro degli mwvwStatuti del comune di Cecima del 1419, rappresenta la forza e l'identità dell'autonomia comunale.

Il gonfalone è un drappo partito di azzurro e di giallo.

Monumenti e luoghi d'interesse
Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-5[5]

Cultura

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle mwzgQuattro province (mwzwAlessandria, mwaaGenova, mwaqPavia, mwagPiacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e mwawballi molto antichi. Strumento principe di questa zona è il mwbapiffero appenninico che accompagnato dalla mwbqfisarmonica, e un tempo dalla mwbgmüsa (mwbwcornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Nel territorio del comune di Cecima sorge il nuovo planetario e osservatorio di Cà del Montecite-ref-6[6], struttura aperta nel 2009 con lo scopo di avvicinare alla conoscenza del cielo.

Infrastrutture e trasporti

La mwdwfermata di Cecima sorgeva lungo la mweaferrovia Voghera-Varzi, attiva fra il mweq1931 e il mweg1966.

Amministrazione

Comunità montane


Altre informazioni amministrative

La piccola località di mwggSerra del Monte, posta esattamente lungo il confine tra Piemonte e Lombardia, pur essendo in pratica un unico centro abitato, è ripartita in due frazioni dallo stesso nome e confinanti tra loro, situate l'una nel territorio comunale di mwgwBrignano-Frascata (AL) e l'altra in quello di Cecima (PV).cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwlamwlqmwlgBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwlwdemo.istat.it, mwmaISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwnamwnqmwngClassificazione sismica (mwnwmwoaXLS), su mwoqrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwpqmwpgmwpwTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwqamwqqPDF), in mwqgciterefmwqwLeggemwra mwrq26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwrgAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwrw 151. mwsaURL consultato il 25 aprile 2012 mwsq(archiviato dall'mwsgurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mwtgmwtwmwuaCecima (Pavia) D.P.R. 17.06.2009 concessione di stemma e gonfalone, su mwuqpresidenza.governo.it. mwugURL consultato il 9 agosto 2022.
cite-note-55. Dati tratti da: mwvgmwvwmwwamwwqmwwgPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwwwmwxaPDF), su mwxqebiblio.istat.it, mwxgISTAT. mwxwmwyamwyqmwygPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwywesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-66. mw0amw0qmw0gplanetario e osservatorio di Cà del Monte, su mw0wosservatoriocadelmonte.it.
cite-note-77. mw1wmw2amw2qFrazione Serra del Monte/Brignano-Frascata/Alessandria/Piemonte, su mw2gwww.portaleabruzzo.com. mw2wURL consultato il 21 ottobre 2022 mw3a(archiviato dall'mw3qurl originale il 21 ottobre 2022).
cite-note-88. mw4qmw4gmw4wFrazione Serra del Monte/Cecima/Pavia/Lombardia, su mw5awww.portaleabruzzo.com. mw5qURL consultato il 21 ottobre 2022 mw5g(archiviato dall'mw5wurl originale il 21 ottobre 2022).

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Cecima

Collegamenti esterni

• mw8gVallestaffora.info Il portale della Valle Staffora